Sezioni


Accordo Moscato le ragioni degli scontenti


“Nell’accordo Moscato 2016 – scrive il peresidente del Coordinamento Terre del Moscato, Giovanni Bosco -, oltre ad essere mancata la democrazia, nessuna Associazione di Categoria (4) e nessuna Organizzazione sindacale (3) che ha firmato questo “accordo di filiera” ha sentito la base per le “trattenute”; inoltre, questa vergognosa “trattenuta di 1309 euro ad ettaro” che colpirà solamente i produttori di moscato di quei 3000 ettari che si trovano con oltre il 30/40/50 per cento di pendenza, sta sollevando un altro dubbio: la fatturazione. Siamo certi che il Consorzio di Tutela fatturerà questa “trattenuta” alle Case Spumantiere, ma le Case Spumantiere come recupereranno questi soldi?”
Continua Bosco: “Ed ecco la novità. I contadini che consegneranno 95 q.li per ettaro di uva Moscato per diventare Moscato d’Asti dovranno fatturare 78 q.li per ettaro al prezzo di €.107 = €. 8.346, poi dovranno fatturare i restanti 17 q.li sempre come uve atte a diventare Moscato d’Asti al prezzo di €. 30 = €.510. Totale €. 8.856 ad ettaro che diviso per 95 dà una media di €. 93,22 a quintale. Siamo certi che il prossimo anno le Case Spumantiere non vorranno partire da questo prezzo applicandolo anche ai restanti contadini?”.
“Questo accordo – conclude il presidente del Coordinamento Terre del Moscato – farà senz’altro bene a chi l’ha firmato(le Associazioni di Categoria), fa schifo a chi lo capisce e fa vomitare chi dovrà digerirlo”.