19/06/2017
“Al G7 Ambiente - che si confronterà sull’attuazione della strategia sullo sviluppo sostenibile (Agenda 2030) e sull’Accordo di Parigi per il contrasto ai cambiamenti climatici – sottolineiamo la via italiana alla mobilità sostenibile con l’utilizzo di carburanti alternativi per l’autotrazione ed in particolare del biometano”.

Lo ha detto il presidente di Confagricoltura, Massimiliano Giansanti, intervenendo a Bologna al convegno “Gas naturale e biometano: eccellenze nazionali per la sostenibilità”, organizzato da Econometrica, in collaborazione con Confagricoltura, Cib, Anfia, Fca, Iveco, Snam.

“Con il biometano – ha osservato Giansanti - è stata individuata una soluzione tutta italiana (in termini di filiera della produzione, distribuzione ed utilizzo del carburante per autotrazione) per la diminuzione delle emissioni di CO2 che permette anche, alle aziende agricole, percorsi virtuosi di utilizzo delle biomasse in un’ottica di smart farming e di economia circolare”.

Il biometano può avere un ruolo strategico nella decarbonizzazione del settore energetico italiano – ha proseguito il presidente di Confagricoltura -; per tali motivi abbiamo sostenuto con determinazione e convinzione il nuovo decreto sul biometano, attualmente a Bruxelles per il parere e abbiamo promosso la piattaforma tecnologica sul biometano, che favorisce l'interlocuzione tra industria, trasporti, settore agricolo, utility e associazioni ambientaliste. Abbiamo creato, insomma, un proficuo percorso di filiera che va favorito e incentivato per i benefici ambientali che comporta, ma anche per quelli economici e occupazionali”.

“Il biometano – ha proseguito il presidente di Confagricoltura – rappresenta un’ulteriore occasione di crescita per le aziende agricole, dopo lo sviluppo della cogenerazione da biogas che ha prodotto risultati estremamente importanti: più di 1400 impianti da effluenti zootecnici, attività agricole, sottoprodotti, con circa 1.100 MW, per un totale di 4,0 miliardi di Euro di investimenti effettuati nel settore. Non dimentichiamo che la filiera del biogas ha creato 12 mila nuovi posti di lavoro stabili. Inoltre nella maggior parte delle imprese che hanno investito nel biogas si è riscontrato anche il rilancio della stessa attività agricola e agroalimentare, con ulteriori benefici nello sviluppo dei territori e dell’occupazione".

"Il biometano - continua Giansanti - permetterà anche di creare delle opportunità per le aziende agricole in alcune aree del Paese che altrimenti rischiano di divenire marginali dal punto di vista produttivo”.

Giansanti ha quindi chiesto al governo di porre le basi per un reale sviluppo del settore e della filiera agricola e industriale del biometano, che non dovrà limitarsi agli obiettivi fissati sulle rinnovabili nei trasporti al 2020, ma guardare con più ampio respiro al futuro sfruttandone tutte le potenzialità.

In tale contesto “la riconversione a biometano degli impianti a biogas esistenti può rappresentare un’opportunità per le imprese agricole per proseguire l’attività di produzione di energie rinnovabili, continuando a valorizzare biomasse residuali e colture, con particolare riferimento a quelle di secondo raccolto, nel rispetto di requisiti ambientali sempre più stringenti”.

“L’importanza delle colture di secondo raccolto per lo sviluppo del biometano avanzato è testimoniata dalla decisione della Commissione di riconoscerle come sostenibili, come avevamo richiesto – ha dichiarato il presidente di Confagricoltura -. Ora però occorre fare un ulteriore passo avanti non prevedendo restrizioni nelle tipologie di colture utilizzabili in secondo raccolto (cover crop)”.

Il presidente di Confagricoltura ha fatto quindi una sottolineatura sulle difficoltà delle aree terremotate. “Queste zone – ha concluso Giansanti – potrebbero avere grandi opportunità proprio dallo sviluppo di una filiera agroenergetica per la produzione di biometano di fonte agricola”.
Altre notizie di Bioenergia
Pannelli fotovoltaici
occhio allo smaltimento

Recentemente il GSE (Gestore dei Servizi Energetici) ha aggiornato la modulistica per il corretto smaltimento dei moduli fotovoltaici installati su impianti incentivati con il Conto Energia. Per i titolari di impianti fotovoltaici è importante ricordare che l’intervento di sostituzione di moduli deve essere comunicato al GSE e che il Gestore trattiene delle quote sulle tariffe incentivanti affinché sia assicurata la copertura dei costi di smaltimento dei pannelli. (Fonte: Coldiretti Cuneo)
Confagricoltura Piemonte
ecco le nuove presidenze

Vitivinicoltura, ortofrutticoltura, allevamenti avicoli e risorse boschive; sono le quattro Sezioni regionali di prodotto di Confagricoltura Piemonte le cui presidenze sono state assegnate per il triennio 2017/2020 a rappresentanti della provincia di Cuneo, nell’ordine: Gianluca Demaria, Alberto Giordano, Oreste Massimino ed Enrico Allasia. La loro nomina, avvenuta al termine delle operazioni di rinnovo di tutte le Sezioni Regionali di Prodotto di Confagricoltura, testimonia il processo di consolidamento della Confagricoltura cuneese a livello regionale ed è stata accolta con soddisfazione da tutti i diretti interessati. A partire da Gianluca Demaria, imprenditore del vino a Dogliani, attuale presidente di sezione Vini Rossi di Confagricoltura Cuneo e adesso nominato alla guida della sezione Vitivinicoltura regionale: “È una nomina che riconosce l’importanza della Granda nel panorama vitivinicolo non solo regionale. Ci sarà tanto da lavorare: le problematiche nel comparto, infatti, non mancano, ma condividendo idee e percorsi potremo sfruttare a pieno le potenzialità di un settore tanto bello quanto, purtroppo, attanagliato dalla burocrazia”. Anche Alberto Giordano, frutticoltore di Costigliole Saluzzo presidente in carica della sezione Frutta di Confagricoltura Cuneo, è stato eletto a livello regionale presidente della sezione Ortofrutticola di Confagricoltura Piemonte: “Le nostre produzioni provinciali e regionali rappresentano delle eccellenze riconosciute e apprezzate in tutto il mondo per la loro qualità, vanno però tutelate con interventi concreti per dotare gli imprenditori agricoli di strumenti che siano loro di aiuto per affrontare mercati globalizzati e molto volubili”. Significative, poi, le riconferme di Oreste Massimino (Allevamenti avicoli) e di Enrico Allasia (Risorse boschive e Pioppicoltura), con entrambi che puntualizzano l’importanza dei due comparti. “La stragrande maggioranza di allevamenti avicoli della nostra regione ha sede in provincia di Cuneo – sottolinea il primo – e negli anni la Confagricoltura si è distinta per l’attenzione nel seguire il settore facendosi portavoce dell’interesse delle aziende ed esponendosi in prima linea per difenderle da ingiustificati attacchi”. Il secondo, invece, precisa: “Il Piemonte è la regione italiana con la più ampia superficie forestale arborea, che occupa il 38% del totale, e il Cuneese rimane la provincia con più boschi, va da sé quindi che questa importante risorsa vada gestita in maniera oculata ed equilibrata. Esiste infatti una filiera economica legata al bosco che va integrata con il piano e la legge regionale forestale così da permettere agli operatori di lavorare e valorizzare le risorse boschive”. Molto positivo il commento del direttore di Confagricoltura Cuneo, Roberto Abellonio: “Siamo orgogliosi di aver ottenuto queste nomine a livello regionale perché, oltre a riconoscere le indiscusse potenzialità e produzioni del settore agricolo in provincia di Cuneo, rendono merito anche al lavoro e all’impegno svolti dai nostri dirigenti e associati – dichiara -. La presenza di quattro rappresentanti di Cuneo sarà senza dubbio utile per portare avanti e sostenere le istanze delle aziende operanti non solo nella nostra provincia, ma in tutto il Piemonte. A loro i migliori auguri di buon lavoro”.
Ultimo video