12/10/2017
È in corso a Bergamo la settimana dedicata al tema "Agricoltura e diritto al cibo", organizzata dalla Provincia e dalla Città di Bergamo, a corollario del G7 del settore agricolo iniziato sabato 7 ottobre e che vedrà il culmine tra venerdì 13 e sabato 14 con il vertice tra i ministri delle politiche agricole di Italia, Francia, Germania, Giappone, Regno Unito, Canada e Stati Uniti.

In seno a questo importante appuntamento, anche l'Università di Scienze Gastronomiche è stata interpellata per portare il suo contributo, attraverso l'intervento di docenti, che partecipano ad alcune conferenze e con i suoi studenti, coinvolti in prima persona nell'organizzazione di laboratori gastronomici.

Vediamo nel dettaglio quanto sta succedendo a Bergamo.
Il primo appuntamento che vede la presenza UNISG si è tenuto mercoledì 11 ottobre a partire dalle 9,30 presso il Bergamo Science Center. Si tratta della conferenza "I consumi alimentari e l’agricoltura sostenibile" con il rettore UNISG Andrea Pieroni, Paolo Corvo (docente di Sociologia UNISG), Roberta Garibaldi (responsabile del Tourism lab dell’Università di Bergamo), Lorenzo Bairati (docente di diritto UNISG), Pietro Pagella (coordinatore Viaggi Didattici UNISG).

La mattinata ha trattato come le scelte di consumo siano condizionate dai processi di globalizzazione e dalle dinamiche di individualizzazione della società e di come una minoranza creativa stia praticando modelli di consumo critico, con una maggiore attenzione alla sostenibilità del cibo. Tendenze che devono essere sostenute dall’azione delle istituzioni internazionali, della società civile, dei singoli individui.

La giornata è proseguita con un appuntamento pomeridiano alle 17 presso Palazzo Frizzoni dedicato a "Sostenibilità e tracciabilità: le nuove sfide per l'agricoltura e l'industria alimentare", cui partecipano Giovanni Zucchi (Oleificio Zucchi Partner Strategico UNISG), Mimmo Casillo (Molino Casillo), Maria Chiara Ferrarese (Vicedirettore CSQA Certificazioni), Gaetano Bonasia (olivicoltore), Franco Fassio (docente di Design Sistemi UNISG), Silvio Barbero (Vice Presidente UNISG), Daniela Sciarra (Responsabile Filiere e Politiche Alimentari di Legambiente).

I relatori hanno affrontato il concetto della sostenibilità dal punto di vista ambientale, ma anche sociale, economico e nutrizionale. Per garantire al consumatore il rispetto di questi passaggi e l’origine delle materie prime, è indispensabile pensare alla costruzione di filiere tracciabili, in cui l’Italia deve porsi come Paese all’avanguardia per nuove forme di tracciabilità.

Si continua giovedì 12 ottobre alle 15 presso l'Auditorium Piazza della Libertà con la conferenza "Dall’etichetta al piatto: quali diritti?" con Gabriele Rinaldi (Direttore Orto Botanico di Bergamo), Paolo Savoldi (Presidente Amici Orto Botanico di Bergamo-Valle della Biodiversità), Michele Fino (docente di Fondamenti del Diritto Europeo UNISG), Ettore Prandini (Vice-Presidente Nazionale di Coldiretti), Vittorio Rinaldi (Antropologo e già Presidente di AltroMercato), Alessandro Squeri (Presidente dei Giovani Imprenditori di Federalimentare), Emilio Viafora (Presidente di Federconsumatori), Valter Molinaro (Responsabile Innovazione e Servizi ai soci e consumatori di Coop Lombardia.), Carlo Foglieni (Presidente AIGA sezione Bergamo), Rolando Manfredini (Responsabile per la Sicurezza Alimentare di Coldiretti), Arturo Caputo (CEO Food Consulting Sas), Alfredo Serra (Avvocato e Consigliere Nazionale Aiga).

L'evento, che rientra nell’ambito del progetto europeo Big Picnic sulla sicurezza alimentare, ha carattere formativo professionale e, al contempo, offre al pubblico un’occasione di approfondimento con esperti di settore.

Infine, domenica 15 ottobre alle 16 nella Chiesa di San Giorgio incontro e dialogo sul tema "Coltivare futuro. beati quelli che abiteranno la terra" con Lella Costa e Carlo Petrini.

LABORATORI GASTRONOMICI

Inoltre numerosi studenti dell'UNISG, provenienti da diversi paesi, sono protagonisti di alcuni laboratori gastronomici nella giornata di sabato 14 ottobre.

Ecco i loro nomi: Jean Paul Charle Garin dalla Francia, Elizabeth Berlinghof e Mia Schembs dalla Germania, Shino Matsui dal Giappone, Laura DeOlivera e Molly Renado dagli Stati Uniti, Aleeshia Tozzi dal Canada, Elena Contenti dall'Italia e Rowan Hallet dalla Gran Bretagna.

Gli stessi studenti domenica 15 ottobre incontrano i ministri dell'agricoltura del G7 per mettere a dimora, insieme a loro, alcuni alberi nella valle della Biodiversità presso il Monastero di Astino, a Bergamo.

Di seguito il programma dei laboratori targati UNISG di sabato 14 ottobre presso Palazzo Frizzoni, pensati per far conoscere la biodiversità di ognuno dei vari paesi.

h. 10.00
SCOPRI IL CIBO ITALIANO CON LE SCIENZE GASTRONOMICHE

Se sei curioso di conoscere la biodiversità presente in Italia, non perderti l'incontro con uno studente italiano dell'Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo che illustrerà alcuni prodotti tipici del suo Paese. Seguirà una degustazione guidata di soppressata e salsiccia della Valle di Diano, un patè di Roveja, il formaggio Agrì di Valtorta e una confettura di Pompia dalla Sardegna.
Laboratorio tenuto da Elena Contenti.
https://www.bergamoscienza.it/it/calendario/28855/scopri-il-cibo-italiano-con-le-scienze-gastronomiche

h.11.00
SCOPRI IL CIBO CANADESE CON LE SCIENZE GASTRONOMICHE

Se sei curioso di conoscere la biodiversità presente in Canada, non perderti l'incontro con uno studente canadese dell'Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo che illustrerà alcuni prodotti tipici del suo Paese. Seguirà una degustazione guidata di uno o più prodotti canadesi.
Laboratorio tenuto da Aleeshia Tozzi
https://www.bergamoscienza.it/it/calendario/28831/scopri-il-cibo-canadese-con-le-scienze-gastronomiche

h.12.00
SCOPRI IL CIBO FRANCESE CON LE SCIENZE GASTRONOMICHE

Se sei curioso di conoscere la biodiversità presente in Francia, non perderti l'incontro con uno studente francese dell'Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo che illustrerà alcuni prodotti tipici del suo Paese. Seguirà una degustazione guidata un formaggio a latte crudo francese, il Salers della Association des fromages AOP d'Auvergne.
Laboratorio tenuto da Jean-Paul Gavin
https://www.bergamoscienza.it/it/calendario/28839/scopri-il-cibo-francese-con-le-scienze-gastronomiche

h.14.00
SCOPRI IL CIBO TEDESCO CON LE SCIENZE GASTRONOMICHE

Se sei curioso di conoscere la biodiversità presente in Germania, non perderti l'incontro con uno studente tedesco dell'Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo che illustrerà alcuni prodotti tipici del suo Paese. Seguirà una degustazione guidata di un formaggio di mite di Würchwitz prodotto da Schmelzer & Pöschl, un formaggio tipico di Nieheim di Menne`s Nieheimer Schaukäserei, una birra affumicata di Bamberga di Schlenkerla e la patata vecchia Bamberger Hörnla dal Förderverein.
Laboratorio tenuto da Elisabeth Berlinghof e Mia Schembs
https://www.bergamoscienza.it/it/calendario/28846/scopri-il-cibo-tedesco-con-le-scienze-gastronomiche

h.15.00
SCOPRI IL CIBO STATUNITENSE CON LE SCIENZE GASTRONOMICHE

Se sei curioso di conoscere la biodiversità presente in USA, non perderti l'incontro con uno studente statunitensi dell'Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo che illustrerà alcuni prodotti tipici del suo Paese. Seguirà una degustazione guidata di un formaggio a latte crudo dagli States, il Landaff di Jasper Hill Farm, Vermont.
Laboratorio tenuto da Molly Renaldo e Laura Deolivera.
https://www.bergamoscienza.it/it/calendario/28850/scopri-il-cibo-statunitense-con-le-scienze-gastronomiche

h.16.00
SCOPRI IL CIBO GIAPPONESE CON LE SCIENZE GASTRONOMICHE

Se sei curioso di conoscere la biodiversità presente in Giappone, non perderti l'incontro con uno studente nipponico dell'Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo che illustrerà alcuni prodotti tipici del suo Paese. Seguirà una degustazione guidata di shochu, distillato tipico giapponese.
Laboratorio tenuto da Shino Matzui
https://www.bergamoscienza.it/it/calendario/28826/scopri-il-cibo-giapponese-con-le-scienze-gastronomiche

h.17.00
SCOPRI IL CIBO BRITANNICO CON LE SCIENZE GASTRONOMICHE

Se sei curioso di conoscere la biodiversità presente in Gran Bretagna, non perderti l'incontro con uno studente britannico dell'Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo che illustrerà alcuni prodotti tipici del suo Paese. Seguirà una degustazione guidata di un formaggio a latte crudo, il Whin Yeats Wensleydale di Tom & Clare Noblet (Cumbria), e una birra da UK.
Laboratorio tenuto da Rowan Hallett
https://www.bergamoscienza.it/it/calendario/28859/scopri-il-cibo-britannico-con-le-scienze-gastronomiche
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Come gustare al meglio
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La carne bovina di razza piemontese gode di un meritato apprezzamento da parte dei consumatori per le sue eccezionali qualità organolettiche e alimentari, ma per poter godere appieno dei suoi valori, è quasi sempre necessario che si trovi… in buona compagnia, insieme cioè a condimenti, salse e verdure che siano in grado di meglio evidenziarne le straordinarie caratteristiche di gusto e di nutrizione. Se ne è discusso domenica 8 ottobre in un agile ed interessante talk show di campagna, alla Giornata della Piemontese che da nove anni il Cipa-at Piemonte organizza a Repergo di Isola d’Asti con il sostegno tecnico e logistico della Confederazione italiana agricoltori di Asti ed il patrocinio della Provincia di Asti, presente per l’occasione con il presidente Marco Gabusi. Ospiti dell’Isola della Carne della famiglia Capra, il noto nutrizionista e dietologo prof. Giorgio Calabrese e Gianpiero Vento, affermato Chef del Truffle Bistrot del Relais San Maurizio di Santo Stefano Belbo. Con loro Gabriele Carenini, presidente regionale del Cipa-at, Alessandro Durando, presidente provinciale della Cia di Asti e Franco Serra, presidente dell’Associazione provinciale Allevatori. “Interrogati” dai giornalisti astigiani Manuela Macario, Filippo Larganà e Luciano Cerrato, hanno spiegato come, quando e perché la carne bovina, con particolare riferimento a quella di razza piemontese, diventi un’eccellenza gastronomica impareggiabile, anche grazie all’attenta conduzione dell’Isola della Carne che ritiene da sempre il benessere animale (vitelli allevati in semibrado e pascolo per quattro mesi all’anno in alta montagna) un fattore determinante per ottenere grandi qualità e adeguati redditi aziendali. Dai sistemi di cottura (poco in vaso, mai nel microonde, lunghe cotture solo in alcuni casi, meglio forno o bollitura, magari separata) agli abbinamenti consigliati ma anche a rischio (tanta verdura, patate mai fritte, tanto olio, poco burro e nel caso solo a crudo), ne è risultato un quadro informativo di piccole e grandi pillole di saggezza nutrizionale e di cucina di forte interesse, tanto da stimolare il pubblico a qualche imprevisto ma apprezzato applauso a scena aperta. La Giornata è proseguita con il sempre affollatissimo Pranzo in cascina che sarà ripetuto domenica 15 (già tutto esaurito) e domenica 22 ottobre. Il menu: Carne cruda “battuta” alla piemontese, Insalata capricciosa, Girelle verdi, Tajarin al sugo di salsiccia, Bollito misto piemontese con il “bagnetto” verde, Torta di nocciole con zabaglione. Vini dei produttori della Val Tiglione. Costo 20 euro. Prenotazioni allo 0141.958203.
Cimice, dalla ricerca
segnali incoraggianti

Mantenere unite le forze e studiare strategie di lotta che consentano - come è stato per il cinipide che fino a pochi anni fa decimava la castanicoltura cuneese - di debellare la cimice asiatica, l’insetto che colpisce e danneggia irreversibilmente le produzioni orticole, frutticole, cerealicole ed anche ornamentali. Settecento persone in platea hanno seguito i lavori che si sono tenuti al convegno di Coldiretti a Cherasco per fare il punto con gli autorevoli relatori sulle conoscenze, i risultati e le prospettive di lotta per sconfiggere l’insetto. A moderare il convegno è stato il direttore di Coldiretti Cuneo, Tino Arosio, che ha precisato fin dall’inizio: «Non siamo qui a indicare soluzioni miracolistiche, ma quello che è stato fatto e si farà in concreto grazie alla squadra di lavoro che coinvolge in primis l’Università di Agraria di Torino, la Fondazione Agrion e i nostri tecnici dell’Agenzia 4A, grazie ad un progetto pluriennale finanziato dalla Fondazione CRC». Non solamente un convegno di analisi di una situazione di emergenza, ma un momento di confronto che vede al centro la ricerca scientifica che tenta di dare risposte concrete alle imprese agricole ed ai cittadini nel rispetto dell’ambiente. Di qui una serie di studi e prove che portano ad affrontare la cimice asiatica allo stadio primordiale (neanide), agendo sul suo metabolismo. Questo consentirebbe di arginare la problematica prima che le cimici si sviluppino sulle varie colture con la stagione proficua. Con questa impostazione, determinante sarà la ricerca scientifica, ma anche l’applicazione in campo delle teorie di lotta annunciate. Iniziative che motivano Coldiretti e tutti i partner del progetto ad andare avanti con ottimismo, all’insegna della concretezza. Un segnale confortante rispetto all’attività di ricerca è arrivato dall’intervento del professor Alberto Alma, coordinatore scientifico del progetto, che ha dichiarato: “La natura impiega anni a ristabilire l’equilibrio dei danni causati dall’uomo. La ricerca deve essere la base solida per la soluzione al problema. Tra le diverse strategie di difesa, l’ipotesi che stiamo sperimentando oggi sta dando dei primi risultati incoraggianti”. Ad aprire e chiudere i lavori, Delia Revelli presidente di Coldiretti Cuneo: «Cercheremo nel più breve tempo possibile una soluzione concreta, nel rispetto di un fatto che è importante per Coldiretti: l’attenzione all'ambiente e alla qualità delle produzioni con il giusto team proprio come fatto allora per la problematica del castagno». «Quando Coldiretti ci ha esposto la situazione – ha precisato Giandomenico Genta, presidente della Fondazione CRC - abbiamo deciso di stanziare da subito 300mila euro, una cifra molto elevata per un singolo progetto, per far capire quanto la fondazione sia attenta al settore agricolo». Giorgio Ferrero, assessore regionale all’Agricoltura ha esordito: «Ringrazio Coldiretti che da sempre è in prima linea nell’affrontare le problematiche in tutti gli ambiti del mondo agricolo e con la quale abbiamo una proficua collaborazione, in quanto rappresenta la maggior parte delle aziende agricole piemontesi. Nell’ambito agronomico, la globalizzazione ha aumentato le potenzialità economiche delle aziende, ma dall’altra le ha esposte a nuove sfide, tra le quali la cimice asiatica. La Regione è attiva anche ai tavoli nazionali per sbloccare la normativa sull’introduzione degli insetti antagonisti e a livello regionale stiamo lavorando alla creazione di un bando destinato all’acquisto di reti antinsetto». Concludono i tecnici dell’Agenzia 4A Coldiretti: «E’ importante collaborare tutti, facendo filiera, per attuare una corretta lotta integrata all’insetto, adottando i metodi di lotta sostenibili, salvaguardando l’immagine green dell’agricoltura cuneese, guadagnata sul campo con tanti anni di azioni che non hanno mai sottovalutato il rispetto ambientale». I relatori che hanno preso la parola al convegno: Lara Bosco, ricercatrice del Dipartimento di Scienze Agrarie, Forestali e Alimentari Università degli Studi di Torino: è intervenuta con la presentazione entomologica dell’insetto in tutti gli aspetti: ciclo biologico, riconoscimento dell’ insetto in tutti gli stadi metamorfici (uova, neanidi ed adulti) in confronto con le altre cimici locali e svernamento degli individui adulti. Lorenzo Martinengo, coordinatore provinciale Tecnici Agenzia 4A: ha presentato il danno provocato dall’ insetto sulle varie colture agrarie (fruttiferi, piccoli frutti, cereali, orticole e frutta a guscio e vite) nell’annata agraria ed il ciclo biologico dell’insetto sull’areale Cuneese svolto dall’agenzia 4 A di Coldiretti Cuneo. Ha esposto i risultati dei monitoraggi sulle principali colture con le trappole attrattive, frappage e monitoraggi visivi. Analisi degli spostamenti dell’insetto nelle varie Zone della Provincia. Giacomo Ballari, presidente Fondazione Agrion: ha analizzato i vari metodi di lotta e sperimentazioni di Agrion sui prodotti chimici, mezzi fisici (reti antinsetto) e sui metodi di cattura massale. Emanuela Giacometto, ricercatrice Settore fitosanitario e Servizi Tecnico- Scientifici Regione Piemonte: ha presentato il progetto della Regione Piemonte finalizzato alla lotta biologica alla cimice in Piemonte con la collaborazione con il Crea, il Disafa e Agrion. Luciana Tavella, professoressa del Dipartimento di Scienze Agrarie, Forestali e Alimentari Università degli Studi di Torino: ha presentato lo studio dei parassitoidi nell’areale d’origine e sviluppatisi in America e confronto con le specie scoperte e testate in Piemonte sia a livello di laboratorio che di semi-campo. Alberto Alma, professore del Dipartimento di Scienze Agrarie, Forestali e Alimentari Università degli Studi di Torino: ha presentato una proposta di lotta alla cimice asiatica basata sul debellamento dei simbionti intestinali necessari alla cimice asiatica per crescere e svilupparsi nei vari stadi entomologici.
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