di Ezio Maria Romano
11/08/2017
La ricomparsa del lupo sulle montagne italiane, argomento oggetto anche in questi giorni di notevole dibattito e di accese controversie, potrebbe risultare, se solo lo si volesse davvero risolvere, un problema molto meno complesso di quanto non lo sia fatto diventare.

Per aiutare i pastori e, nello stesso tempo, salvaguardare dall'estinzione la specie dell’antico predatore selvatico, basterebbe rispolverare alcune vecchie tradizioni ancora in atto in molti paesi meno emancipati dei nostri, luoghi dove i lupi abbondano ma convivono da sempre con gli allevatori di bestiame. Tra l’altro, l’aspetto più curioso è che in quei luoghi lo Stato non investe mai un soldo né per conservare il predatore né per convincere gli allevatori a continuare la loro attività, eppure la pastorizia continua da sempre con profitto.

Queste teorie semplificatrici sembrano però non piacere troppo alla nostra cultura occidentale, dove invece si fa di tutto per “inventare” continuamente dei nuovi problemi tanto da poter giustificare altri impieghi di denaro pubblico, soldi che spesso finiscono poi col consumarsi lungo i tanti percorsi burocratici.

Per risolvere definitivamente il problema del lupo che uccide il bestiame, non sono necessarie misure di eccezionale portata!

Basterebbe adottare cani che sappiano fare bene il loro mestiere di guardiani (ciò indipendentemente dalla razza di appartenenza) e gestirli secondo la cultura cinofila di un tempo, "scienza" che andrebbe trasferita al più presto ai nuovi allevatori, i quali oggi si trovano invece a disagio proprio perché nessuno sta insegnando loro come comportarsi. Tenerli all’oscuro dalle reali soluzioni su come proteggere il loro bestiame dai lupi senza correre rischi, è infatti ciò che si sta facendo ormai da molti anni, come se si volesse mantenere vivo un problema che, qualora dovesse mai finire, pregiudicherebbe l’esistenza di sovrastrutture nate ad hoc.

Sul nostro pianeta esistono centinaia di realtà dove gli allevatori convivono da sempre con i lupi e, nonostante tutto, mantengono viva ed efficiente la loro tradizione pastorale, semplicemente avvalendosi degli strumenti che la Natura gli ha offerto gratuitamente.

“I cani sono animali che discendono dai lupi, senz’altro meno competitivi dei loro lontani parenti ma che, quando percepiscono che il bestiame custodito (la loro indispensabile fonte di cibo, necessaria alla sopravvivenza) sta per esporsi al pericolo di essere predato, reagiscono mettendo in atto tutte le loro armi. Più i cani risultano competitivi e più i lupi si tengono alla larga dal bestiame, meno gli stessi si dimostrano in grado di compromettere l’incolumità dei predatori e più questi ultimi si avvicinano al bestiame sapendo di non correre rischi”.

Questo principio è COSI’ SEMPLICE da essere stato capito ed adottato dall’uomo primitivo fin dalla nascita della pastorizia (risalente a migliaia di anni fa) ma che oggi non viene più tenuto minimamente in considerazione da chi se ne dovrebbe occupare a livello istituzionale.

In occidente, un PICCOLO problema come quello dei lupi che, a volte, predano il bestiame, viene fatto diventare GRANDE per i soliti, ripetuti, arcinoti motivi frutto di un mix di contrapposizioni politico-sociali-sindacali. E se non bastasse, a tutto ciò va aggiunta una cinofilia moderna esasperatamente domestica, sempre più finta ma che frutta cifre da capogiro, la competizione che esiste fra gli allevatori delle varie razze di cani, i club, le associazioni e lobby varie, così come una svogliatezza sempre più evidente di molti pastori e malgari nel voler trovare una soluzione ai problemi, un po’ perché le ambizioni economiche hanno ormai offuscato la passione per la tradizione e un po’ perché la burocrazia, nella quale si trovano attanagliati, non consente più loro di poter operare con la libertà di un tempo.

In pratica, in quegli stati dove gli allevatori sono molto più poveri che in Europa e le istituzioni non se ne occupano minimamente, il problema del lupo sembra non esistere, mentre da noi dove per il lupo si stanno spendendo da anni cifre assurde (con centinaia di addetti che se ne occupano) e dove gli allevatori godono di contribuiti stanziati per agevolare la loro attività, pare non si riesca più a trovare una soluzione. Non passa più giorno senza che i media parlino di lupi che hanno aggredito il bestiame e di allevatori che si lamentano per quanto accaduto.

Alcuni anni fa, noi della Federazione Italiana Cani da Guardia, senza chiedere un solo centesimo all’Unione Europea, uniti solo dalla grande passione sia per il lupo che per il cane da pastore, creammo, in totale “silenzio”, il CISCAL – Centro Italiano Selezione Cani Anti Lupo, con lo scopo di supportare i pastori professionisti (allevatori con più di 100 capi e senza altre attività redditizie) in difficoltà per i problemi creati dalla ricomparsa del lupo.

Facendo forza solo sull’impegno di un gruppo di VOLONTARI appassionati della Natura che, a loro spese, cercarono di studiare il lupo e la tradizione del cane da pastore, e sulla generosità di qualche allevatore di cani, i quali accettarono di donare parte dei loro cuccioli, partimmo in questa grande avventura. Alcuni di noi girarono l’Italia per ascoltare i problemi dei pastori, altri studiarono in privato come poterli risolvere mentre io, più fortunato, (mettendo mano ai miei risparmi) iniziai a girare il mondo per conoscere i sistemi che applicavano altri popoli più "primitivi" del nostro, vissuti da sempre in presenza dei lupi.

Questa “fazione” della Federazione Italiana Cani da Guardia è ormai una grande realtà che può già annoverare molti casi risolti in tutt’Italia e SENZA SPENDERE UN SOLO CENTESIMO DI DENARO PUBBLICO.

Solo con un po’ di passione e di buona volontà (come avviene sempre in ogni organizzazione di sano volontariato), siamo riusciti a guadagnarci la stima di vari pastori distribuiti su tutto il territorio nazionale, dalla Calabria al Trentino Alto Adige, i quali stanno già a loro volta impegnandosi per aiutare altri pastori ad ottenere gli stessi risultati, mantenendo la vecchia tradizione della donazione dei cuccioli e il passaparola sulle informazioni.

Uno dei tanti esempi è la storia dei Fratelli Troiano, famosi allevatori di San Paolo Albanese in provincia di Potenza, proprietari di un gregge di oltre 1000 capi, grandi produttori di rinomato, tipico formaggio lucano. Con i cani e gli insegnamenti offerti dal CISCAL di Cuneo, hanno risolto il problema dei lupi che attaccavano le loro greggi, tutto senza dover spendere nulla, se non il tempo di aver ascoltato i nostri consigli e un po' di buona volontà.

Oggi il bestiame del GREGGE TROIANO pascola tranquillo nei pascoli del Parco Nazionale del Pollino e i lupi non si sono più visti, nonostante continuino a predare presso altri allevatori del circondario. (E’ possibile ascoltare la loro testimonianza su YouTube al link: https://www.youtube.com/watch?v=Eis3F9W_kW8)

Facciamo presente ancora una volta che noi del CISCAL facciamo tutto ciò senza trarne alcun guadagno economico, poiché riteniamo che il piacere del volontariato stia proprio in questo: potersi ancora concedere il “lusso” di impiegare un po’ del proprio tempo (e a volte denaro), unicamente per soddisfare la propria passione, senza dover pensare al profitto!

In compenso, noi del CISCAL, a volte viviamo esperienze indimenticabili immersi nella Natura più incontaminata e... ci mangiamo certi formaggi!



Ezio Maria Romano
Presidente della FICG – Federazione Italiana Cani da Guardia
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Aiuti eccezionali zootecnia
domande entro 31 agosto

E' terminata a metà maggio la prima fase di adesione e, per poter beneficiare dell’aiuto, le aziende dovranno presentare la successiva domanda integrativa entro il 31 agosto 2017. A questa seconda fase potranno accedere esclusivamente gli allevamenti di bovini da latte ubicati in zone di montagna, di scrofe e di ovi-caprini che hanno presentato la prima domanda. I capi ammissibili a premio verranno individuati sulla base dei dati presenti nelle rispettive anagrafi zootecniche. (Fonte: Coldiretti Cuneo)
Raschera e Bruss a Frabosa
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È ai nastri di partenza la qauarantaquattresima edizione della “Sagra della Raschera d’alpeggio e del Brüss”, in programma a Frabosa Soprana martedì 15 e mercoledì 16 agosto. La manifestazione, dedicata ai prodotti caseari più famosi della località, il formaggio Raschera e il Brüss, vivrà il suo momento clou il giorno di Ferragosto con la sfilata storica dalle ore 10, per le vie e le piazze del paese. Seguirà l’investitura dei nuovi Cavalieri della Raschera e la successiva apertura del padiglione enogastronomico in piazza Rino Benso che permetterà di gustare a prezzi di favore piatti della tradizione culinaria delle montagne cuneesi. La Sagra è organizzata dal Comune di Frabosa Soprana e dalla Confraternita dei Cavalieri della Raschera e del Brüss, in collaborazione con Consorzio Tutela Formaggio Dop Raschera, Atl del Cuneese, Camera di Commercio di Cuneo, Provincia di Cuneo, Fondazione Crc, Fondazione Crt e numerosi altri enti. Per maggiori informazioni: ufficio turistico di Frabosa Soprana, tel: 0174/244010 – email: frabosa.soprana@ruparpiemonte.it. La sagra vivrà un’anteprima nei giorni di domenica 13 e lunedì 14 agosto; a ferragosto, in contemporanea con la sfilata storica, nelle vie del paese monregalese verrà inaugurata la fiera con decine di bancarelle a invadere piazze e vie, preparate con i due formaggi tipici della zona, ma anche altri prodotti a km zero e un mercato di specialità locali allestito per tutta la due giorni. “Ormai da 44 anni Frabosa Soprana rivive le sue antiche tradizioni agricole e pastorizie nella Sagra – afferma Iole Caramello, sindaco di Frabosa Soprana -. Questo formaggio, prodotto tipico delle nostre montagne, ha dato lustro al nome di Frabosa ad altissimi livelli e rappresenta giustamente l’occasione per la festa più importante del paese. L’Amministrazione Comunale aspetta, come sempre, i numerosi visitatori, che avranno l’opportunità di gustare prelibatezze gastronomiche e di conoscere tutti gli aspetti della nostra località, così ricca di peculiarità ambientali e di offerte turistiche sia estive che invernali”. Novità di spicco dell’edizione del 2017 sarà il ‘gemellaggio’ con un altro prodotto tipico e di eccellenza del territorio monregalese: “Il Prosciutto Crudo di Roccaforte sarà gradito ospite nel corso della Sagra che come ogni anno attira migliaia di turisti – aggiunge Ezio Basso, Gran Maestro della Confraternita dei Cavalieri della Raschera e del Brüss -, richiamati dalla voglia di assaporare ancora una volta l’inconfondibile e inimitabile sapore del formaggio Raschera d’alpeggio. L’impianto della kermesse ruota attorno ad un palinsesto ormai consolidato che vede l’evento clou nella sfilata del mattino per le vie del paese con l’investitura in piazza dei nuovi Cavalieri che quest’anno saranno di assoluto prestigio. E non dimentichiamoci, sempre nell’ottica della promozione del territorio di Frabosa Soprana, che la Confraternita promuove, in linea con la valorizzazione del Raschera, il “Premio Simpatia”, che annualmente viene conferito ad un personaggio di spicco della cultura, dello spettacolo e dello sport e che anche quest’anno, riserverà una sorpresa a quanti si troveranno a Frabosa Soprana nel periodo di ferragosto”. “Per la prima volta nella storia di questa sagra – conclude Franco Biraghi, presidente del Consorzio di tutela del formaggio dop Raschera e del Bra – si presentano insieme il Consorzio di tutela del formaggio dop Raschera e del Bra, che sono gli unici due grandi dop piemontesi che si producono esclusivamente in provincia di Cuneo e su tutto il territorio della Granda. Rinnovo l’invito a partecipare a questo evento, dove tutti gli amatori di queste specialità locali potranno assaggiare formaggi unici, espressione della nostra terra”. IL PROGRAMMA COMPLETO DOMENICA 13 AGOSTO Aspettando la sagra… Ore 18.30 – Polentata del Gruppo Alpini Ore 21 – Cabaret d’autore da Area Zelig con Marco Guarena, uno dei comici più affermati del momento LUNEDI 14 AGOSTO Ore 21 – Serata musicale con i “Castadiva”, band genuina ed artigianale, un multiforme di ingegno umano MARTEDI 15 AGOSTO Ore 10/23 – Apertura ufficiale della Sagra con i prodotti locali e delle nostre vallate Ore 10 – Sfilata storica (La Bèla Rosin, Re Vittorio e Briganti; La Banda di Morozzo, Gli “Amixi de Boggiasco” di Genova, Sbandieratori e musici di S. Damiano d’Asti, Gruppo storico “Le mazze di Rocco” di Borgo San Rocco Courgnè (To), Gruppo storico “I Terzieri” di Monastero di Vasco, Personaggi e gruppi delle nostre vallate, Bike di Monte Moro, Sci club di Frabosa Soprana, Scuola Sci Frabosa, Confraternita Cavalieri Raschera e Autorità) Ore 11 – Investitura dei nuovi Cavalieri della Raschera con consegna del “Premio Simpatia”, gemellaggio con il “Prosciutto Crudo” di Roccaforte Mondovì Artisti del legno… al lavoro Ore 12 – Apertura padiglione enogastronomico “Raschera ed altre eccellenze del Monregalese: dall’antipasto al dolce” Ore 15 – Concerto Banda Musicale di Morozzo Gruppi storici degli “Amixi de Boggiasco” e “Le Mazze di Rocca” Animazione in piazza con “Bingo” e “Marco” Ore 21 – I Trelilu con il Mago Alexander in: “Lilusione” MERCOLEDI 16 AGOSTO Ore 9/23 – Continua la tradizionale Sagra Ore 12 – Apertura padiglione enogastronomico “Piatti a base di Raschera… e non solo” Ore 15 – Animazione per ragazzi a cura della Proloco Ore 21 – Serata musicale con i “Never to late”
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