12/10/2017
La campagna di trebbiatura del riso sta per volgere al termine, mentre permane la conclamata stagnazione del mercato a cui si aggiungono le continue importazioni che fanno registrare un +34% dalla Thailandia e l’aumento del 346% degli arrivi dal Vietnam: mai così tanto riso straniero è arrivato in Europa come nel 2016.

“Una situazione davvero insostenibile per le nostre imprese che continuano a vivere un momento di forte incertezza e precarietà – sottolineano Paolo Dellarole presidente di Coldiretti Vercelli e Biella con delega al settore risicolo, Delia Revelli presidente di Coldiretti Piemonte e Bruno Rivarossa delegato confederale –; per questo chiediamo all’assessore Giorgio Ferrero di convocare con urgenza un tavolo di crisi a cui è opportuno che siano presenti tutti i componenti della filiera. Dopo aver ottenuto, grazie alle battaglie portate avanti da Coldiretti, l’etichettatura d’origine, adesso bisogna al più presto fare il punto sulle criticità e trovare quelle formule idonee per poter fornire ai nostri imprenditori risicoli delle concrete traiettorie di futuro".

"Come abbiamo già più volte ribadito - rilevano i rappresentanti di Coldiretti Piemonte -, siamo a disposizione per collaborare e mettere in atto progettualità economiche di rilievo, oltre che percorsi di filiera che possano realmente dare sostegno all’intero comparto. Con una superficie complessiva di oltre 116 mila ettari, 1.100 aziende ed una produzione di 8 milioni di quintali il Piemonte è la realtà risicola italiana più importante che dobbiamo salvaguardare”.
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europei per i contoterzisti

“Ora che la Commissione europea ha sostenuto che i contoterzisti agricoli possono beneficiare del sostegno del Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale, demandando agli Stati membri la facoltà di includere il sostegno all’interno dei Programmi di sviluppo rurale, riteniamo che il ministero delle Politiche agricole non abbia più alcun alibi e debba assumersi la responsabilità di aprire l’accesso delle misure per l’innovazione e l’ammodernamento delle macchine agricole anche ai contoterzisti. Ne beneficerebbero circa 150.000 imprese in tutta Europa, che possono contare su oltre 600.000 addetti”. Così afferma Gianni Dalla Bernardina, presidente della Confederazione agromeccanici e agricoltori italiani (Cai), in base alla risposta della Commissione Agricoltura della Ue alla petizione depositata lo scorso luglio da Tom Murphy, per conto degli imprenditori agricoli professionali irlandesi. L’accesso alle risorse del Feasr è ammesso, scrive la Commissione Ue, “purché gli investimenti sostenuti riguardino la prestazione di servizi a terzi. Per essere ammissibili, i prestatori di servizi devono mantenere una corretta registrazione di tutti i servizi forniti a terzi come prova della natura delle loro attività”. “In questi giorni, tramite il Ceettar, l’organizzazione di riferimento europea delle imprese agromeccaniche – annuncia Dalla Bernardina - scriveremo al commissario europeo all’Agricoltura e sviluppo rurale, Phil Hogan, e ai ministri agricoli affinché si mettano a punto tutte le misure necessarie per porre fine a una palese violazione delle norme sulla libera concorrenza”. Cai stima che un’apertura delle misure sullo sviluppo agricolo alle imprese agromeccaniche potrebbe innescare nuovi investimenti per almeno 30 miliardi di euro in un biennio su scala europea.

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