11/08/2017
Il ricorso al lavoro occasionale in occasione della prossima vendemmia sarà impossibile. A lanciare l’allarme é Gabriele Carenini, vice presidente regionale della CIA.

Quella che si sta per aprire con ampio anticipo, a causa del caldo africano, sarà dopo dieci anni la prima vendemmia senza i voucher, i buoni lavoro utilizzati per tanti anni per le raccolte stagionali. In agricoltura l’uso dei voucher si è rivelato non solo utile, ma è sempre avvenuto all’interno della logica del lavoro occasionale, come era nelle intenzioni del legislatore.

Aboliti i voucher, tra i grappoli d’uva avrebbero dovuto debuttare i contratti di prestazione occasionale, ma a causa del ritardato rilascio agli intermediari della piattaforma Inps e delle gravi difficoltà operative si prospetta una situazione di impasse.

Difficilmente questa tipologia di contratto, infatti, potrà essere attivata in tempi rapidi, in modo da poter essere utilizzata in occasione della prossima vendemmia. Né é immaginabile che gli agricoltori, in questo momento, abbiano il tempo, ammesso che siano dotati del personale necessario, di registrarsi sulla piattaforma e operare da soli. A causa di questa situazione si rischia di allargare la piaga del lavoro nero, invece di contenerla.

Non bastavano il caldo torrido e la siccità che hanno messo in ginocchio praticamente tutte le produzioni agricole (dal vino, agli ortaggi, ai seminativi, agli allevamenti), ma ci voleva anche la burocrazia a suggellare un anno con il segno rosso.

(Fonte: Cia Piemonte)
Altre notizie di Enologia
Uve, maturazione anticipata
ottime previsioni stagionali

A causa dei picchi di caldo torrido, quest’anno la maturazione delle uve e di conseguenza la vendemmia, sono anticipate. Nelle isole la raccolta si è avviata da fine luglio, mentre in molte altre regioni sta iniziando proprio in questa prima decade di agosto. Lo sottolinea il Centro Studi di Confagricoltura che, in collaborazione con le strutture territoriali dell’Organizzazione, sta realizzando un primo monitoraggio sui risultati produttivi e sullo stato di maturazione delle uve nelle diverse regioni italiane. Al momento Confagricoltura prevede un calo medio delle rese che oscilla tra il 15 ed il 20% della produzione, dovuto alle forti escursioni termiche ed alle gelate tardive della scorsa primavera che avevano resi necessari i caratteristici falò nei vigneti, per passare poi al notevole e prolungato aumento delle temperature. Per quanto riguarda la qualità - considerando l’andamento climatico da maggio ad oggi, con temperature sempre superiori ai 30 gradi e soprattutto l’assenza di piogge – si ritiene che questa annata darà un vino buono se non ottimo. Per effetto della siccità si registrano una tendenza ad una minore presenza di fitopatie e di conseguenza acini sani. “In ogni caso per il risultato definitivo di questa vendemmia – sottolinea Confagricoltura - saranno essenziali le condizioni climatiche delle prossime settimane che potrebbero incidere anche significativamente sulle performance produttive”.
Falstaff e Decanter
premiano Tenute Rubino

Una prima parte d'estate molto significativa per Tenute Rubino. Sono infatti giunti diversi importanti riconoscimenti che certificano il lavoro e le idee di un'azienda che ha profondamente investito nelle eccellenze del proprio territorio, riscoprendone ricchezze e qualità perdute. E proprio alla linea “Le Riscoperte” - vini che provengono da varietà autoctone pugliesi che l'oblio stava per estinguere - appartiene Lamo, un Ottavianello in purezza che ha di recente ricevuto da Decanter, ben 90 punti: "Gradevole ed elegante con sentori floreali, di ciliegia e melograno. Delicato al palato con vivaci note fruttate e una vivida acidità nel finale. Non può che piacere al pubblico, da gustare con leggeri piatti di pasta italiana", queste le parole con cui i giudici di Decanter hanno definito Lamo, legittimando l'intero progetto de “Le Riscoperte” e la certezza di Luigi Rubino del valore della propria terra. Ma l'apprezzamento internazionale nei confronti dell'azienda di Brindisi non finisce qui. Sono infatti ben due i vini premiati da Falsfaff, l’autorevole rivista austriaca del vino, vera e propria bibbia per tutti i winelovers. Si tratta di due rosati, il Torre Testa Rosé e il Saturnino; il primo, proviene da uve di Susumaniello, altro storico vitigno autoctono che Tenute Rubino ha salvato dalla scomparsa; il secondo invece è frutto di una delle varietà pugliesi più conosciute ed apprezzate tra le produzioni salentine, il Negroamaro, appunto. Quest'ultimo, che raggiunge gli 89 punti, è descritto da Falstaff come “un vino che attraversa finemente l'olfatto coi suoi sentori di rabarbaro, lamponi e anice, ed è rotondo al palato, con sottili note di lampone e amarena e di buona lunghezza”. Torre Testa Rosé invece, sempre secondo la rivista, si distingue “per la sua eccezionale intensità aromatica, che accattiva il naso richiamando i ribes e i lamponi; pieno e rotondo, con una buona acidità” :i suoi 90 punti sono giustificati anche dal giudizio positivo verso la persistenza del finale. "Questi riconoscimenti - spiega Luigi Rubino, titolare dell'azienda – valorizzano il nostro impegno nel recupero e sviluppo di vitigni autoctoni come Ottavianello e Susumaniello, i quali fanno parte della storia agricola più autentica del Salento. È grazie al nostro lavoro di ogni giorno che riusciamo a dimostrare come qui, a Brindisi, possano nascere vini moderni e seducenti capaci di raccogliere l'eredità di una viticoltura che ha costruito la propria grandezza esclusivamente sulle varietà locali, e il successo di Ottavianello, Susumaniello e dello stesso Negroamaro ne è la prova più palese".
Ultimo video